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Il progetto di inserire sui fondali marini opere d'arte in ceramica è sicuramente una bellissima intuizione, che già anni fa aveva avuto grande riscontro. Ricordo infatti con piacere l'esperienza, poi tramontata, delle "oasi marine delle Albisole" ed ancora pochi anni fa, oggi riproposto, il "presepe degli abissi". Comunque la si costruisca e qualsiasi sia il tema specifico che si intende dare all'iniziativa, la connotazione rimane ben salda: unire la cultura ceramica delle Albisole allo sport, per il rilancio del turismo sportivo e culturale. L'idea, già sviluppata, con tecniche differenti anche in altri paesi al mondo, parte da un concetto semplice: il mare è fonte inesauribile di opportunità e ci rende attrattiva turistica indiscussa, ma lavorare la ceramica, che ci piaccia o no lo stereotipo, è quello che da secoli, ci viene riconosciuta, come l'attività che sappiamo fare meglio. La nostra storia è infatti strettamente legata alle manifatture ed il nome delle Albisole rimane legato alla nostra radicata tradizione, che ancora oggi gode di grande fama, sia a livello nazionale, ma soprattutto su scala internazionale. Un progetto di questa portata quindi, è destinato a far parlare di se, più all'estero che a livello locale, ed è in grado di mobilitare un flusso turistico importante di persone, un mercato ben più diffuso rispetto a quello che si possa immaginare. Un progetto di questa natura però, necessita, secondo la nostra Amministrazione, di un requisito fondamentale: la qualità del prodotto offerto. La nostra gloriosa storia lo impone e per questo lanciamo un'ipotesi: un concorso internazionale d'arte, per la scelta degli artisti da coinvolgere, un percorso virtuoso quindi, che ha l'ambizione di uscire dai recinti locali ed avere il rilievo che merita.